Milano, Roma, Napoli, Messina celebrano, il 29 settembre, i 450 anni della nascita di Caravaggio

4' di lettura 29/09/2021 - Il 29 settembre 1571, esattamente 450 anni fa, nasceva uno dei piu' grandi artisti della storia, senz'altro il pittore oggi piu' amato, e piu' in grado di parlare, nonostante i secoli di distanza . all'uomo del Duemila: Michelangelo Merisi da Caravaggio. Che, però, non nacque a Caravaggio, bensì a Milano: citta dove risiedevano i suoi genitori, sposatisi a gennaio 1571, Fermo Merisi e Lucia Aratori (incredibile, la coincidenza coi nomi dei protagonisti della versione iniziale dei successivi "Promessi Sposi" manzoniani!). Originari ambedue del paese in provincia di Bergamo, dal quale si eran trasferiti a Milano per lavoro.

Il Caravaggio vide la luce a Milano, molto probabilmente il 29 settembre, giorno appunto in cui si festeggia san Michele arcangelo (da qui il nome, Michelangelo, datogli dai genitori). Fu battezzato il giorno successivo, il 30, nella chiesa di Santo Stefano in Brolo (o Maggiore): e di questo oggi si è certi, perché una decina di anni fa, grazie a un appassionato ricercatore – non appartenenente alla schiera degli "addetti ai lavori" – fu ritrovato l’atto di battesimo, tra i documenti conservati presso l’Archivio storico diocesano.

In questi giorni, così, varie iniziative ricordano la nascita del "pittore maledetto", artista immortale (variamente ispiratore di tutta una successiva schiera di pittori, da Rembrandt e Rubens a Velazquez, sino ai vari "manieristi" nel suo solco, specie francesi e olandesi). E sanguigno interprete di quell'incredibile, multiforme Cinque - Seicento che vide gran penitenze e vita ardente, prime espressoni di tolleranza civile e religiosa e guerre di religione, monarchie assolute e prime rivoluzioni parlamentari. Quattro città, in Italia,sono particolarmente connesse alla memoria del Merisi: Milano, Roma, Napoli e Messina.

Cresciuto nella bassa bergamasca, Michelangelo torna a Milano a 13 anni, nella primavera del 1584, per entrare a bottega di uno dei più apprezzati pittori dell’epoca, Simone Peterzano: un veneziano che vantava di essere stato «alunno di Tiziano» e che, dopo essersi fatto apprezzare a Bergamo, era approdato nel capoluogo lombardo, divenendo il beniamino del patriziato locale e ricevendo importanti commissioni ecclesiastiche. Quegli anni, a Milano, e non solo, erano dominati dalla forte personalità dell'arcivescovo Carlo Borromeo, che, lasciò un segno indelebile non solo nella Chiesa ambrosiana, ma in tutta la società del tempo: al punto che anche la pittura del Caravaggio, consapevolmente o inconsciamente, ne risultò fortemente impregnata, nel solco della forte devozione popolare legata alla Controriforma (o, meglio, Riforma cattolica).

Lasciata Milano, Michelangelo approda a Roma nel 1592: è l'inizio di un'incredibile ascesa, dalle stalle alle stelle, dalla vita bohemien dei primi tempi a quella sotto la protezione di importanti ecclesiastici (primo fra tutti, il cardinale Francesco Maria del Monte) e dello stesso ambasciatore di Francia. Dalle opere minori a capolavori come il "Ragazzo col cesto di frutta", il "Martirio di San Matteo". "La morte della Vergine". Sino al tragico duello del maggio 1606 (in una lite, il Caravaggio uccide il rivale in amore Ranuccio Tomassoni), la condanna a morte pontificia, la fuga nei Castelli Romani, poi a Napoli, a Malta (dove, per un anno circa, il pittore sarà cavaliere dell' Ordine, venendone poi espulso), in Sicilia (soprattutto a Siracusa e Messina). .

A Messina dipinge la "Resurrezione di Lazzaro", tetra e incompiuta rappresentazione, la cui parte centrale è occupata dal corpo di Lazzaro spasmodicamente teso nel gesto del braccio verso la luce, e una "Adorazione dei pastori". Alla fine dell'estate 1609, il Caravaggio torna a Napoli: dove già era stato nel 1606 - '07,. e dove dipinge i suoi ultimi capolavori, come il "San Giovanni Battista disteso" e il "Davide con la testa di Golia": quest'ultimo molto importante sul piano storiografico, in quanto raffigurante un autoritratto dell'artista nella testa mozzata, sorte da cui il Merisi, condannato a morte, tentava da anni di sfuggire. Nell'estate 1610, l'epilogo di tutta la vicenda: con la partenza del Caravaggio da Napoli per Roma (dopo la revoca pontificia della condanna a morte di 4 anni prima), e l'ultimo "folle volo", sino alla morte - come ormai definitivamente appurato, quasi 20 anni fa, soprattutto dal critico d'arte Maurizio Marini, specialista del Merisi - nell'ospedale di Porto Ercole.

A Messina, per tutta la giornata del 29, su decisione dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, è stato possibile visitare il Mu.Me, Museo regionale di Messina, al prezzo simbolico di 2 euro. Un’iniziativa che ha avviato un percorso di attività e programmi con cui si vuole ricordare la permanenza in Sicilia, tra il 1608 e il 1609, dell'artista: che appunto a Siracusa e Messina ha realizzato opere tra le più alte della sua produzione. Nel corso di quest’anno, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, il Museo di Messina, in accordo con la società di illuminotecnica Erco, ha realizzato un intervento di riqualificazione dell’illuminazione de "La resurrezione di Lazzaro" e della "Adorazione dei pastori", le ricordate tele realizzate da Caravaggio "in loco" che sono esposte nel Museo regionale.






Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2021 alle 18:08 sul giornale del 30 settembre 2021 - 123 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/clLB





logoEV