Patti: false fatture per 21 milioni di euro, tre arresti

3' di lettura 24/09/2021 - False fatture e fondi per un pastificio fantasma, eseguite 11 misure cautelari nel Messinese

Tre arresti domiciliari, otto interdizioni dall'esercizio di attività di impresa per un anno e un sequestro da mezzo milione di euro. È il bilancio di una operazione della guardia di finanza di Messina, denominata 'Illusione', che ha portato alla luce una maxi truffa ai danni dello Stato con fatture false per 21 milioni di euro. L'inchiesta è stata portata avanti dalla Procura di Patti, guidata da Angelo Cavallo, che ha scoperto un sofisticato sistema di frode attraverso il quale gli indagati avrebbero percepito indebitamente fondi pubblici per un importo di oltre un milione di euro.

I soldi erano stati erogati grazie all'assistenza del Fondo centrale di garanzia della Banca del Mezzogiorno Mediocredito centrale per quattro progetti di investimento destinati a uno stabilimento per pasta biologica di alta qualità con la ristrutturazione di un opificio in provincia di Enna grazie a moderni macchinari e la digitalizzazione dell'azienda, ma nulla di tutto questo era mai stato realizzato. Quando i finanzieri sono arrivati nello stabilimento non c'era alcuna traccia della pasta 'bio': nel capannone le fiamme gialle hanno trovato soltanto topi. Gli inquirenti ipotizzano quindi l'esistenza di una "strutturata associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, all'emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, fino alla frode fiscale".

Ai domiciliari sono finiti P.G.S., C.L. e G.R.I., di 50, 41 e 30 anni, considerati dalla guardia di finanza "membri del direttorio di un complesso gruppo criminale", ance se gli ultimi due "in posizione subordinata". Secondo le indagini delle fiamme gialle erano state messe in piedi dieci società, di cui due amministrate di diritto dal 41enne e dal 30enne, e le rimanenti otto da altri indagati e oggi interdetti. Le società, strettamente connesse, erano attive in diversi settori: dal commercio all'ingrosso di prodotti alimentari alla stampa, ma anche commercio di macchine e attrezzature, costruzione di edifici, catering e ristorazione.

La guardia di finanza e la Procura di Patti hanno scoperto falsi preventivi di spesa, opere edili esistenti sulla carta e che in realtà non erano mai state realizzate così come alcuni macchinari che non erano mai stati acquistati. "Il tutto - sostengono gli investigatori - artatamente costruito per indure in errore gli istituti di credito eroganti". La guardia di finanza non ha dubbi: "Le indagini hanno appurato, da un lato, l'assenza di qualsiasi profilo imprenditoriale da parte degli amministratori di diritto, alcuni anche gravati da precedenti penali e di polizia, dall'altro, l'inesistenza delle sedi delle società emittenti e riceventi la documentazione commerciale, in quanto sprovviste di reale struttura logistica-aziendale, talune totalmente prive di dipendenti a fronte di fatturati significativi". In molti casi dietro alle imprese c'erano soltanto "mere domiciliazioni" con il nominativo della società e mancava addirittura un conto corrente aziendale.

Quelle aziende, secondo la guardia di finanza, sarebbero state dirette quindi da classiche teste di legno: "Prestanome che, allettati dai facili guadagni e dalla promessa di immediati vantaggi, tra cui automobili e somme in denaro, si rendevano disponibili ad assecondare l'organizzazione". Il gip del tribunale di Patti, che ha stabilito le misure restrittive per gli indagati, parla di "uno stile di vita proteso al conseguimento di ingenti facili guadagni" e di un "vasto sistema di economia criminale programmato in modo accurato e attuato con impressionante continuità". L'inchiesta, inoltre, ha portato alla segnalazione alla Agenzia delle Entrate di una evasione fiscale per oltre quattro milioni di euro tra Iva e Irap.






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 24-09-2021 alle 12:45 sul giornale del 25 settembre 2021 - 138 letture

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