Stop alla stabilizzazione dei precari Asu, Cdm boccia 10 articoli della finanziaria siciliana

3' di lettura 18/06/2021 - Il Consiglio dei ministri ha impugnato una decina di articoli della legge di stabilità regionale approvata ad aprile dall'Ars. Tra questi c'è la norma sulla stabilizzazione dei precari Asu

Secondo l’ufficio legislativo del Ministero dell'Economia le norme contestate della finanziaria siciliana eccedono "dalle competenze statutarie della Regione siciliana".

Inoltre, per quanto riguarda l'articolo riguardante la stabilizzazione dei 4400 dipendenti precari dell'Asu, sarebbero state rilevate criticità anche sulla copertura finanziaria della norma e la parità di trattamento tra lavoratori.

Le reazioni e i commenti

"L’impianto della manovra finanziaria è assolutamente salvo e corretto", ha dichiarato l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao. "Su 115 articoli della finanziaria ci sta che una decina siano contestabili - aggiunge - tutte le vestali che avevano detto che la manovra sarebbe saltata dovrebbero prenderne atto".

"I molteplici accordi conclusi con il Governo centrale, l'ultimo il 14 gennaio scorso al quale è conseguita l'adozione del Piano di rientro della Regione, hanno condotto ad adottare modalità specifiche di ripianamento dei disavanzi provenienti dalle precedenti gestioni, dimostrano che la Regione ha voltato pagina nella gestione degli equilibri di bilancio e recuperato credibilità finanziaria". Queste le parole del presidente della Regione Nello Musumeci.

"È di ieri - continua - la notizia che il Consiglio dei Ministri ha superato, sulla base delle puntuali argomentazioni del Governo regionale, i rilievi sulla manovra finanziaria 2021 ritenendo esente da censure la legge regionale di bilancio n. 10/2021. Il giudizio di parifica del rendiconto, al confine tra la funzione di controllo e quella giurisdizionale, collegato alla legge di approvazione del rendiconto si colloca tra l'attività di rendicontazione e la legge regionale che lo approva in "funzione di ausiliarietà".

"Il Governo regionale non chiede prebende o regalie, ma le risorse per garantire l'espletamento delle funzioni statutariamente attribuite e i livelli essenziali delle prestazioni costituzionalmente riconosciuti e che con l'attuale gettito è insostenibile, le compartecipazioni fiscali concordate nella scorsa legislatura, infatti, al netto dell' ingente concorso al fondo sanitario regionale, non attribuiscono risorse aggiuntive alla Regione siciliana limitandosi a introdurre minimi correttivi agli effetti distorsivi recati sul gettito devoluto da alcuni provvedimenti normativi statali. La capacità espansiva delle entrate nel bilancio regionale deve invece essere ancorata all'incremento del gettito tributario assicurato dalle modifiche del sistema di devoluzione delle entrate. In tal senso ho chiesto un incontro al Presidente del Consiglio per ridefinire urgentemente gli accordi finanziari riconoscendo alla Sicilia quanto necessario a garantire i diritti di cittadinanza, mentre al Ministero dell'economia è già insediato il gruppo di lavoro misto Stato-Regione che, dopo una lunga pausa connessa anche alla pandemia, sta definendo le linee della nuova normativa di attuazione in materia finanziaria".

“Ci sono più di quattromila lavoratori, a cui il Governo regionale aveva assicurato la fuoriuscita dall’incubo della precarietà, e che oggi si ritrovano senza certezze. Ci sono decine e decine di sindaci che pensavano di poter rendere più efficiente la macchina comunale con i processi di stabilizzazione del personale e che invece si ritrovano, anche loro, senza certezze. Ma per il governo Musumeci la manovra ha retto. Se non ci fossero di mezzo le vite di migliaia di siciliani verrebbe da dire che dalla tragedia siamo precipitati nella farsa”. Così Claudio Fava.






Questo è un articolo pubblicato il 18-06-2021 alle 16:25 sul giornale del 19 giugno 2021 - 131 letture

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