Barcellona, esplosione mortale alla fabbrica di fuochi: arrestate tre persone

2' di lettura 14/01/2021 - Svolta nell'inchiesta sull'esplosione avvenuta il 20 novembre 2019 all'interno della fabbrica di fuochi pirotecnici Costa Vito e figli che provocò la morte di 5 persone: tre persone arrestate e poste ai domiciliari dai carabinieri.

I carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip su richiesta della procura a carico di 3 persone gravemente indiziate dei reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali e di violazioni concernenti le norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. Si tratta del titolare dello stabilimento Vito Costa, 73 anni, e di Corrado Bagnato, 65 anni, e il figlio Antonino Bagnato, 38, esponsabili della ditta “Bottega del ferro” di Barcellona.

Il provvedimento cautelare scaturisce dall’esito delle indagini svolte sulla tragica esplosione avvenuta allo stabilimento industriale per lo stoccaggio e la lavorazione di fuochi pirotecnici di Barcellona Pozzo di Gotto. All'interno della fabbrica erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura prescritti dalla commissione tecnica territoriale, finalizzati ad elevare gli standard di sicurezza Le esplosioni in sequenza di quel pomeriggio provocarono la morte di Giovanni Testaverde, Mohamed Mannai Tahar, Fortunato Porcino e Vito Mazzeo, operai della ditta “Bottega del ferro” che stava eseguendo i lavori, e di Venera Mazzeo, moglie del titolare Vito Costa, oltre al ferimento di Antonino Bagnato.

Gli accertamenti eseguiti sui reperti recuperati, effettuati anche grazie alle analisi di laboratorio eseguite dai carabinieri del Ris di Messina, hanno permesso di ricostruire che l’esplosione ha avuto come punto di origine il fabbricato al cui interno stavano lavorando gli operai della "Bottega del Ferro" sia con l’elettrosaldatrice che con la smerigliatrice, entrambi utensili capaci di produrre scintille. Stando a quanto ricostruito fu l’esecuzione di questi lavori, in presenza di materiale esplodente, a causare l’esplosione a catena che si estese poi agli altri capannoni.

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Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2021 alle 15:10 sul giornale del 15 gennaio 2021 - 122 letture

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