Droga e corse clandestine di cavalli, decine di arresti a Messina

2' di lettura 11/11/2020 - Blitz dei carabinieri contro il clan Galli di Messina, decine di arresti. La cosca gestiva corse clandestine di cavalli, scommesse e traffici di droga

Sono 33 le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Messina ed eseguite nella notte dai carabinieri del Comando provinciale di Messina nei confronti di esponenti della famiglia mafiosa denominata "clan Galli". 18 persone sono finite in carcere, 6 ai domiciliari, per altri 9 è stato disposto l'obbligo di firma.

Gli indagati sono accusati a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti.

L'operazione, coordinata dalla Dda di Messina, ha consentito di disarticolare il clan Galli e di individuare una rete di distribuzione della droga operante in vari quartieri della città. La cosca gestiva un giro di scommesse clandestine legato alle corse di cavalli che venivano organizzate di notte in città. Le corse clandestine si svolgevano nel cuore della notte, in pochi minuti, su strade urbane e in periferia che venivano rapidamente chiuse al transito delle auto dagli uomini del clan.

Le indagini hanno evidenziato anche i rapporti in essere tra i Galli e il clan catanese Santapaola per l'organizzazione di gare tra messinesi e catanesi a Fiumefreddo, al confine tra le due province. Dall'inchiesta è emersa la figura apicale di Giuseppe Irrera, tra le persone arrestate, commerciante di prodotti ortofrutticoli e genero dello storico boss Luigi Galli. Con Galli da anni in carcere al 41 bis, sarebbe stato lui a prendere le redini del gruppo criminale operante nel rione Giostra.

L'operazione dei carabinieri ha portato all'arresto anche dei componenti di due gruppi criminali che gestivano il traffico di droga a Messina. Uno era capeggiato da Carlo Altavilla ed operava nei rioni Giostra e Santa Lucia Sopra Contesse. L'altro, a composizione familiare, operava a Villaggio Aldisio e “Fondo Fucile. Al vertice c’era una donna che usava il figlio di 12 anni per le consegne delle dosi.

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Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2020 alle 12:17 sul giornale del 12 novembre 2020 - 194 letture

In questo articolo si parla di cronaca, droga, carabinieri, mafia, marco vitaloni, articolo

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